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BAUHAUS ARCHIV MUSEUM

BERLINO

 

Il museo del Design "Bauhaus Archiv" incorpora la più importante raccolta del Bauhaus. Documenti, prodotti dei workshops di tutte le aree del design, schizzi di studio dei corsi di insegnamento, piani architettonici e modelli fanno parte di questa collezione.

Fondato nel 1960 a Darmstadt da Hans M. Wingler, l’istituto si trasferì a Berlino nel 1971 e si mosse poi nel 1979 nella sua attuale sede in Klingelhöferstraße 14 dopo il completamento dei lavori del nuovo edificio realizzato sui piani originali di Walter Gropius.

Il museo è aperto tutti i giorni escluso il Martedì dalle 11 alle 17 (al Lunedì si entra gratis, negli altri giorni il biglietto costa 4 marchi) mentre la sezione “Document Collection” e la biblioteca sono aperti dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 13. (Attenzione, io ci sono stato nel 1995, quindi...)

Nell’ingresso del Museo è possibile acquistare libri sul Bauhaus e sui suoi artisti (purtroppo perlopiù in tedesco - io non lo so!!!), posters ed anche numerosi oggetti di uso comune, di corrente produzione industriale come orologi, portachiavi, gadgets, accessori, eccetera.

 

Che cos’è il Bauhaus

Il Bauhaus era una scuola artistica “totale” che spaziava fra le arti della pittura, della scultura, dell’architettura, della fotografia e del design applicato alla produzione industriale e quindi nel Bauhaus molti dei maggiori artisti dell’epoca lavoravano fianco a fianco.

La filosofia ispiratrice del Bauhaus  tendeva a rendere l’artista conscio delle sue responsabilità sociali verso la comunità e per questo vedeva la fine della distinzione fra arte fine ed applicata ed incoraggiava quindi un proficuo interscambio fra le due sfere.

Il risultato del lavoro degli artisti, il prodotto, doveva avere la sua giustificazione sociale; lo “stile” nel suo puro significato non era contemplato dal Bauhaus, il design era uno strumento didattico sperimentale con lo scopo di aiutare a “vestire” l’elemento in una maniera più vicina all’essere umano. I metodi di produzione industriale vennero rivisti ed adattati utilizzando l’arte manuale come base.

Questo in sostanza era la base dove iniziò l’opera innovativa del Bauhaus che era, secondo i concetti del suo fondatore Walter Gropius, “una risposta alla domanda su come un artista dovesse essere istruito affinchè potesse prendere posto nell’età della macchina”.

Il Bauhaus nacque in Germania ma ebbe sviluppi paralleli anche in altre Nazioni come l’Olanda e la Russia post-rivoluzionaria e più tardi negli Stati Uniti dopo l’emigrazione di alcuni dei maggiori esponenti della scuola.

I nomi legati alla pittura Bauhaus che sicuramente tutti conoscono sono Vassily Kandinsky e Paul Klee, ma non di meno sono da ricordare Ludwig Hirshfeld-Mach, Georg Muche e Lazlo Moholy-Nagy. Quest’ultimo è peraltro legato anche al design industriale in quanto dal 1923 al 1928 fu il direttore del “Metal Workshop” che diede un’impronta significativa nel design industriale di oggetti di uso quotidiano che vengono ancora tutt’oggi prodotti, come teiere, lampade da tavolo (la più nota è forse quella di Wilhelm Wagenfeld e Karl J. Jucker che ha una base di vetro tonda ed il diffusore a semisfera in vetro opaco); altri nomi legati al “Metal Workshop” sono Marianne Brandt, Christian Dell e Hin Bredendieck.

Josef Albers, il pioniere della cosiddetta “Op-art” è stato nello staff Bauhaus più a lungo di tutti, dal 1920 fino alla chiusura nel 1933. Questo diceva ai suoi studenti: “Un grammo di pratica vale più di un chilo di teoria ed un inizio giocoso sviluppa la capacità individuale. Ecco perchè non iniziamo con la teoria...”. Albers si applicò più tardi (dopo l’abbandono del Bauhaus di Marcel Bruer nel 1928) anche al design dove applicò il concetto di ridurre all’essenzialità l’idea, la forma ed il materiale.

Nel campo dell’architettura e del design nomi come Marcel Breuer, Hannes Meyer, Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe hanno lasciato segni indelebili che ancora oggi risultano perfettamente validi ed attuali; chi non ha mai visto la poltrona con braccioli a struttura tubolare cromata con seduta, schienale e braccioli in cuoio (originariamente in maglia di metallo) di Breuer?

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’influenza del Bauhaus si espanse un po’ in tutto il mondo a livello di insegnamento, prima negli Stati Uniti poi in Svizzera, Olanda, Germania, Inghilterra, Giappone e a livello di architettura in Israele.

 

Cronistoria del Bauhaus

1919: apertura della “Staatliches Bauhaus in Weimar” ad opera di Walter Gropius.

1920: nomina di Georg Muche, Oskar Schlemmer e Paul Klee come insegnanti per i corsi preliminari (obbligatori per tutti gli studenti) della scuola. Inizio contemporaneo del periodo di grande inflazione e di enorme carenza di materie prime nella Repubblica di Weimar.

1921: nomina di Lothar Schreyer. Lancio della “Bauhaus Portfolio series”. I workshops diventano gradualmente operativi.

1922: nomina di Vassily Kandinsky. Mostra dei lavori degli studenti a Weimar e della pittura Bauhaus a Calcutta.

1923: nomina di Lazlo Moholy-Nagy. Durante l’estate si svolge una mostra completa del Bauhaus a Wiemar e si tiene la “Settimana Bauhaus” nella quale sono tenute numerose rappresentazioni teatrali, performance musicali ed oratorie; fra gli ospiti intervengono anche Marc Chagall ed Albert Einstein.

Viene pubblicato il libro-manifesto “Staatliches Bauhaus Weimar 1919-1923”.

1924: Il Parlamento Regionale opera drastici tagli ai fondi della scuola Bauhaus ed il progetto per la costruzione dell’edificio sperimentale fatto l’anno precedente deve essere abbandonato; in settembre i contratti di lavoro della scuola sono forzatamente terminati dal Governo come “misura precauzionale” e le offerte finanziarie ad opera delle industrie private sono rigettate. Alla fine dell’anno i responsabili della scuola Bauhaus dichiarano la chiusura dell’Istituto con effetto 31 Marzo 1925.

1925: In primavera il Bauhaus viene accettato nella città di Dessau e lì vengono costruiti l’edificio Bauhaus ed il “Masters’ House” sui piani di Gropius. L’editore Albert Langen pubblica i primi libri (Bauhausbücher) di Gropius e Moholy-Nagy su una serie totale di quattordici.

1926: pubblicazione del periodico quadrimestrale “Bauhaus” fino al 1931 (escluso il 1930). Completamento della “Masters’ House”. Riconoscimento da parte del Governo del Bauhaus come “Istituto del Design”. In Dicembre apertura dell’edificio Bauhaus con un migliaio di ospiti ed eco internazionale.

1927: nomina di Hannes Meyer come capo del dipartimento di architettura e di Hannes Wittwer. Georg Muche lascia il Bauhaus. Il lavoro di design per l’industria è intensificato.

1928: Gropius lascia il Bauhaus per lavorare come architetto a Berlino. Breuer, Moholy-Nagy e Bayer fanno altrettanto. Il nuovo direttore è Hannes Meyer. Il lavoro di design ed il suo successo sono al culmine.

1929: nomina di Ludwig Hilberseimer, Anton Brenner e Walter Peterhans. I corsi di pittura sono tenuti indipendentemente da Klee e Kandinsky. Vengono fatti “stage” Bauhaus nell’Europa centrale con al seguito una mostra dell’opera Bauhaus.

1930: emergono crescenti difficoltà a causa della crescente politicizzazione della vita e, per certi versi, dei corsi di studi alla Bauhaus. Hannes Meyer si dimette e diversi suoi amici e “pupilli” lo seguono. Gli succede come direttore Ludwig Mies van der Rohe. I corsi di studio vengono riorganizzati.

1931: il programma di “training” degli studenti diventa più dinamico alle spese delle discipline della “visual art” e del lavoro di design industriale. Klee lascia il Bauhaus per una cattedra a Düsseldorf. Mostre in piccola scala del Bauhaus vengono fatte con successo a New York e Mosca.

1932: nomina di Lilly Reich. Nell’estate, la maggioranza Nazionalsocialista del Municipio di Dessau vota lo scioglimento del Bauhaus con effetto dal 30 Settembre. A Mies van der Rohe viene concesso di continuare il Bauhaus come Istituto privato con un minimo di fondi. Il Bauhaus si sposta a Berlino e riapre in Ottobre in una ex fabbrica di telefoni in Birkbuschstrabe. Fra gli insegnanti rimangono Albers, Hilberseimer, Kandinsky e Peterhans con la guida di Mies van der Rohe.

1933: dopo la crisi, il Municipio di Dessau sospende il pagamento dei fondi anche a seguito dell’approvazione di una legge Nazista. Il supporto finanziario viene concesso dalla fabbrica di carte da parati Gebr. Rasch & Co. L’undici Aprile la polizia e le struppe anti-sommossa occupano l’edificio in Birkbuschstrasse ed arrestano 32 studenti presenti. L’edificio rimane chiuso per via delle pressioni delle autorità scolastiche Naziste e della Stampa; la rappresaglia della Gestapo obbliga l’Istituto a dissolversi il 20 Luglio. Il 10 Agosto Mies van der Rohe lancia l’ultimo messaggio agli studenti. Molti membri del Bauhaus entrano in un periodo di persecuzioni personali e di emigrazione; almeno venti di essi muoiono in campi di concentramento. Proprio grazie a questa diaspora il Bauhaus inizia ad avere risonanza ed influenza a livello mondiale.

 

Citando Mies van der Rohe: “il Bauhaus è, e rimane un’idea”.

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